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Rio Marina è un comune della provincia di Livorno in Toscana, situato sulla costa orientale
dell' Isola d'Elba, è bagnata dal Canale di Piombino. È posizionata circa 130 km a sud-ovest
di
Firenze e 80 km a sud di Livorno. Al 31 dicembre 2004 la popolazione conta 2.160 abitanti
e l'area è di 19,5 km². È stato riconosciuto comune autonomo nel 1882.

Le frazioni principali sono
Cavo, Capo d'Arco e Ortano; il territorio comunale include anche
le isole di
Palmaiola e di Cerboli.

La zona di
Rio Marina è stata sfruttata fin dai tempi degli Etruschi per scopi minerari,
a causa della forte presenza di minerale di ferro nel terreno.

I primi insediamenti fissi risalgono intorno al
XV secolo: in quel periodo la zona era
conosciuta come
"Piaggia di Rio", e costituiva il punto di accesso al mare del vicino centro
abitato di
Rio nell'Elba. In quei periodi infatti le incursioni dei pirati spingevano
gli abitanti a costruire i paesi sulle colline: le uniche costruzioni presenti all'epoca erano
la Torre di guardia, l'oratorio di San Rocco ed alcuni edifici di servizio.

È nel XVIII secolo, quando ormai le incursioni piratesche sono un ricordo, che il borgo
comincia a svilupparsi: alcuni padroni di bastimento e marinai, liguri e corsi, si trasferiscono
alla
Marina di Rio ed insieme alle guardie, ai pesatori, ad alcuni pescatori e ad altri padroni
e marinai scesi da
Rio nell'Elba, danno origine alla prima comunità piaggese.

Ai tempi dell'invasione francese del
1799 il paese conta circa 800 abitanti.
È in quel periodo che comincia lo sfruttamento industriale delle miniere di ferro:
vengono importate nuove tecnologie e aperte nuove cave. Nel
1841, nonostante la viva
opposizione da parte della parrocchia di
Rio nell'Elba, un decreto vescovile sancisce
la nascita della parrocchia paesana, che troverà sede nella chiesa di
Santa Barbara.
La chiesa verrà ultimata nel
1843, distrutta nel 1860 e successivamente ricostruita alla
periferia del paese, dove è tuttora. Nel
1853 si insedia nel paese una piccola comunità valdese,
attiva fino al giorno d'oggi.

Con la spinta delle miniere, il paese vede una forte crescita demografica, fino a raggiungere
l'apice alla fine del
XIX secolo, quando possedeva una delle migliori flotte della penisola
ed era diretta da uomini economicamente forti e politicamente determinati.
È di questo periodo la scissione a comune autonomo: per celebrare l'occasione, sulla cima
della torre ottagonale, ormai inutilizzata, viene costruita una torretta con l'orologio,
donando al monumento l'aspetto attuale.

A cavallo del
1900, il paese vive una profonda crisi, che terminerà quando la società Elba
ottiene il possesso dell'intera catena produttiva delle
miniere di Rio, dall'estrazione al
trasporto. Sono momenti di ricchezza per il paese, ma spesso le condizioni di lavoro in miniera
sono proibitive: turni di dodici ore in un ambiente malsano, la povertà degli operai che
costringeva anche gli anziani e le donne a lavorare. È in questo periodo che arrivano a
Rio
le nuove idee socialiste ed anarchiche: nasce nel
1904 la sede locale del Partito Socialista.

Nel
1911 si apre una dura contestazione degli operai contro i dirigenti delle miniere, che si
concluderà con la cocente sconfitta del proletariato e il licenziamento di molti operai.
Nove anni dopo, in pieno biennio rosso, venne addirittura tentata l'occupazione e autogestione
delle miniere, ma nonostante l'aiuto della giunta comunale socialista anche questo tentativo
fallì.

Tuttavia, con l'avvento dei tempi moderni, le miniere subirono un brusco ridimensionamento,
fino alla chiusura definitiva nel
1981. Dopo la chiusura delle miniere, l'attività estrattiva
ha dovuto lasciare il passo allo sviluppo turistico, trasformando così
Rio Marina in una
"quasi" fiorente località balneare.

Miniere di Rio Marina:

Miniera di Rioalbano:
Procedendo da nord a sud si incontra la miniera di Rioalbano che si estende dal tratto di costa
tra Cala del Telegrafo e Rialbano a tutto il Monte Calendozio. Già ai tempi degli Etruschi e
dei Romani il minerale veniva estratto da questa miniera e lavorato in loco.
Vi si estraeva in prevalenza ematite e limonite.
Nell'area della miniera si è formato il Laghetto delle Conche, dalla caratteristica colorazione
rosso-violacea.

Miniera di Rio:
In prossimità delle ultime case del paese c'è la miniera di Rio Marina che arriva fino al
Monte Giove.
Qui si ricavavano in abbondanza ematite e pirite.

Miniera di Ortano:
Si trova sulle pendici del Monte Fico, a nord della spiaggia di Ortano.
La pirite estratta veniva utilizzata per produrre l'acido solforico.
In questa miniera sono stati rinvenuti cristalli di hedembergite e ilvaite di dimensioni
eccezionali.

Miniere di Terra Nera e Capo Bianco:
A nord-est di Porto Azzurro, a poco più di un chilometro in linea d'aria l'una dall'altra,
ci sono le miniere di Terra Nera e Capo Bianco. La miniera di Terra Nera, da cui si estraeva
pirite, ematite e magnetite, è diventata, in seguito agli scavi, un laghetto di acqua dolce
prossimo al mare. Dalla miniera di Capo Bianco, così chiamata per il colore delle sue rocce,
si ricavava soprattutto limonite.

 

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